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Alessandro Trani

Studio Piazza Dante, 12 - 00185 ROMA
E-Mail info@alessandrotrani.it
Tel 06.77200313 - 339.2118219
Galleria RomArt
Sito Personale





Oltremondo

 

 
 
"..nato artisticamente nella Galleria romana dell’amico pittore Gene Pompa, amo dipingere nature incontaminate. Ed il mio elemento prediletto è il mare, occasione di viaggio e di riflessione. Nascono così paesaggi immaginari senza luogo e senza tempo, punti di vista verso l’orizzonte, sospesi tra cielo e terra.."


Alessandro Trani nasce a Roma il 13 Agosto 1964, si diploma al Liceo Scientifico "C. Cavour" e si laurea in Giurisprudenza alla "Sapienza" di Roma.

Esercita la professione di avvocato dal 1994 ed è patrocinante in Cassazione dal 2006.

Da anni frequenta come appassionato d'arte via Margutta ed è in contatto con autorevoli esponenti della pittura romana.
Dal 2008 è presente nell'Associazione - Galleria ART'è Gene dell’amico pittore Generoso Pompa, nel 2009 è entrato a far parte dell'Associazione Art Studio Tre di Nico Parziale, Lanfranco Finocchioli e Alfredo Ferri e si è iscritto all'Albo Italiano dei Pittori, Scultori e Grafici dalla stessa fondato.
Autodidatta, ama dipingere nature incontaminate ed il suo elemento prediletto è il mare.

Le sue rappresentazioni, a volte realistiche e più spesso immaginarie, appaiono quasi senza luogo e senza tempo, punti di vista verso l'orizzonte sospesi tra cielo e terra.


Note critiche

"I Mari di Trani" sembrerebbe semplicistico, invece la capacità interiore e costruttiva dell'artista va oltre; oltre lo spazio, oltre l'orizzonte, oltre la natura. La spazialità fra il cielo ed il mare non taglia l'immagine anzi l'abbraccia, un afflato tra spirito e corpo.
Nelle creazioni di Trani c'è più di quello che si vede: secondo la sensibilità del fruitore si possono percepire gli elementi che spiccano dalle tele, l'aria quasi brezza, con nuvole rincorrenti, l'acqua del mare, anzi dei suoi mari fermi o ondeggianti e vivi, la terra con le sue sabbie o gli isolotti adagiati su brume tranquille, il fuoco dei suoi tramonti, pennellate dolci e curve, come un abbraccio.
Le opere di Trani sono un abbraccio fra l'universo corporeo e l'anima intima del guardante, non semplici mari, ma unione e divisione fra spirito e corpo, uniti.
Trani innalza la faziosità e la ripetitività delle marine ad alto intellettualismo, non cielo, non mare, non terra, ma un intimo afflato, un sospiro di zeffiro, un dolce malinconico abbandono fra spirito e corpo.

Ginco Portacci


“Chi osserva per la prima volta i dipinti di Alessandro Trani può incorrere nell’errore di credere che si tratti di rappresentazioni realistiche di paesaggi marini.
Se però riesce ad andare oltre ciò che vede in superficie, si accorgerà che sono paesaggi dell’anima e che la cifra figurativa più profonda è la capacità poetica di cogliere il mondo sommerso che pullula al di là del reale.
Ciò che colpisce nelle opere di Trani è la ricerca incessante dell’infinito, che si intravede laddove il cielo e il mare paiono congiungersi in un afflato d’amore.
La straordinaria capacità dell’artista di utilizzare con disarmante naturalezza il colore dà alle sue opere una varietà di livelli di lettura che permettono a qualsiasi fruitore, in base alla sua preparazione e al suo gusto, di intravedere un mondo che si allarga man mano fino a fargli sentire le vertigini di un universo nascosto pulsante di vita.
Ed è la vita, con il suo mistero, alla base della pittura di Trani.
Gli stessi elementi primari utilizzati in forme e sfumature sempre diversi, cioè il cielo e l’acqua che sembrano fondersi e confondersi in un orizzonte appena percepibile, sono la chiave di lettura delle opere di Alessandro Trani.
C’è in lui un desiderio inesauribile di cogliere il mistero, di immergersi in una natura semplice, ma viva, ora madre benevole, altre volte matrigna fredda e ostile, in cui l’uomo cerca di penetrare per ritrovare se stesso e i valori primordiali di un’umanità errante che ha smarrito la sua natura più vera.
In questa immensità l’uomo non si perde, non naufraga come il pensiero leopardiano, ma vede la sua strada, difficile ma nel contempo affascinante, per ricongiungersi agli “interminati spazi” e ritrovare la pace dell’anima”.

Prof. Giovanni Casaura
 

 

 

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