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Un ‘Associazione
artistica che conosce il valore del sociale.
In occasione delle
prossime festività natalizie, l’Associazione offrirà oltre 100 pezzi realizzati dai Cento Pittori, che saranno conservati temporaneamente presso i locali della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli di Piazza del Popolo e successivamente esposti in una mostra solidale organizzata in collaborazione con la Scuola Ugo Bartolomei di Roma e con i Missionari dell’omonima Chiesa di Piazza del Popolo. Il devoluto di questa iniziativa, che fa parte del più ampio progetto “Una mano per l’altro: Missioni nel Mondo”, ha come unico obiettivo una raccolta di fondi finalizzata a sostenere le opere dei Missionari nel Mondo, impegnati tra l’altro nella realizzazione di “scuole di villaggio” in paesi dell’Africa centrale, dell’Asia e del Sud America, e ancora a contribuire al restauro di due opere d’arte risalenti al 1800 e presenti nella Chiesa romana di Santa Maria dei Miracoli di Piazza del Popolo.
L’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta” ha sempre dimostrato interesse per le problematiche legate al mondo del sociale e rivolto la propria attenzione agli anziani, agli handicappati o agli artisti indigenti.
Così, in passato, fu data occasione ai disabili di esporre le proprie opere all’interno della storica manifestazione. Qualche edizione più tardi stessa possibilità fu offerta pure a pittori disagiati e, ancora, a “colleghi” provenienti dai Paesi dell’Est europeo.
Nelle manifestazioni successive, l’attenzione dell’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta” si rivolse al popolo somalo e agli aiuti che gli erano necessari. Nel 1992 e nel 1993, infatti, l’Associazione mise a disposizione della Croce Rossa Italiana (CRI) centoventi opere da cui fu ricavata una considerevole cifra, poi impiegata in favore della popolazione della Somalia e di famiglie italiane bisognose.
Recentemente, “Cento Pittori Via Margutta” ha organizzato una mostra all’Ospedale Fatebenefratelli (Isola Tiberina) il cui ricavato è stato interamente devoluto a un’associazione interna alla stessa struttura sanitaria e utilizzato a favore delle “genti lontane”.
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